Immagina di lasciare tutto e trasferirti su un’isola, lontano dal mondo e solo per te. C’è però una condizione: riforestare l’area. È la storia di Brendon Grimshaw, l’uomo che comprò un’isola disabitata, vi piantò oltre 16.000 alberi e finì per trasformarla in un santuario lontano dal turismo di lusso.
Era il 1962 quando Grimshaw acquistò l’Isola Moyenne, nell’arcipelago delle Seychelles, nell’Oceano Indiano. Giornalista britannico, trasformò un’isola abbandonata in un’area protetta. Il costo dell’acquisto fu di 8.000 sterline.
Dall’editoria alla vita nelle Seychelles

Grimshaw lavorò come giornalista nel Regno Unito per testate popolari come il Batley News e lo Sheffield Star. In Africa collaborò anche con riviste e giornali rilevanti, tra cui l’East African Standard e il Tanganyika Standard.
A 37 anni, durante una vacanza alle Seychelles, prese la decisione radicale di diventare proprietario di un’isola di appena nove ettari. Proprio lì trovò un nuovo scopo, anche se solo nel 1973 lasciò ufficialmente la professione per dedicarsi completamente a creare un “paradiso” naturale.
Un’isola abbandonata e una sfida enorme
L’isola era in stato di abbandono. Nel frattempo iniziava ad attirare l’interesse dei turisti, e sembrava solo questione di tempo prima che qualcuno provasse a trasformarla in un hotel di lusso. Dopo 50 anni senza abitanti, cambiarla dalle fondamenta risultò una missione enorme.
La vegetazione era talmente fitta che, se una noce di cocco cadeva da una palma, non arrivava nemmeno a toccare il terreno. Le specie invasive si erano diffuse senza controllo e restavano soltanto quattro alberi di specie nativa. Nonostante questo, Grimshaw si mise al lavoro: un impegno che, in senso letterale, gli occupò la vita intera.
Il lavoro con René Antoine Lafortune: riforestazione, ratti e infrastrutture
Come racconta il documentario A Grain of Sand, Grimshaw lavorò fianco a fianco con René Antoine Lafortune, un abitante locale di 19 anni, figlio di una famiglia di pescatori. Insieme impostarono tre priorità per l’isola:
- Riforestazione con specie autoctone
- Eliminazione della piaga dei ratti
- Creazione di infrastrutture di base
Tra Lafortune e Grimshaw furono piantati più di 16.000 alberi, tra cui mogani e palme. L’obiettivo era dare nuova vita alla vegetazione endemica, così che anche la fauna locale potesse tornare a stabilirsi: in particolare gli uccelli, con spazi per nidificare e trovare cibo.
Il ritorno della biodiversità e lo status di Parco Nazionale
La reintroduzione degli alberi e il recupero dell’area attirarono oltre 200 specie di uccelli. Un altro simbolo della rinascita fu la tartaruga gigante di Aldabra, che trovò sull’isola un luogo adatto alla crescita: oggi vi vivono più di 120 esemplari.
Con l’apertura di alcuni sentieri, Moyenne finì nel mirino degli investitori. Negli anni ’80 a Grimshaw arrivarono numerose offerte di acquisto, fino al caso di un principe saudita che gli avrebbe proposto 50 milioni di dollari. Nel 2009, dopo la morte di Lafortune, invece di cedere alle pressioni del denaro Grimshaw ottenne dal governo la dichiarazione dell’isola come Parco Nazionale.
Questo passaggio garantì la tutela e la conservazione legale del territorio. Oggi Moyenne è un riferimento di biodiversità e un rifugio per flora e fauna, senza attività commerciali né hotel: solo visite essenziali e percorsi semplici.
