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Brindisi di emozione tra gli archeologi dopo il ritrovamento di un acquedotto e di una leggendaria rete di tunnel romani

Brindisi di emozione tra gli archeologi dopo il ritrovamento di un acquedotto e di una leggendaria rete di tunnel romani

Un acquedotto romano e la mitica Fonte Varrone sotto la Villa dei Casoni

Gli archeologi italiani della Soprintendenza ABAP, in stretta collaborazione con il Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio, hanno individuato con precisione un acquedotto romano e il suo sistema di captazione presso la celebre Villa dei Casoni, in provincia di Rieti. La scoperta, confermata dal Ministero della Cultura italiano, chiarisce un dubbio storico sull’origine dell’approvvigionamento idrico nell’area di Montopoli di Sabina.

Le indagini sul terreno si sono basate su misurazioni topografiche estremamente rigorose. Grazie a queste prospezioni è stato possibile localizzare con esattezza la posizione reale della mitica Fonte Varrone e documentare una intricatissima rete di tunnel che precede persino la piena dominazione romana della regione.

Un acquedotto e una rete di tunnel romani sotto la Villa dei Casoni

Il lavoro, inserito in un quadro di collaborazione internazionale che coinvolge anche l’Università di Basilea, ha messo in luce un complesso sistema di ingegneria idraulica composto da tunnel romani scavati direttamente nel conglomerato naturale del terreno.

Questo reticolo di gallerie sotterranee si trova a circa 300 metri dalla zona residenziale della villa e svolgeva una funzione critica di drenaggio e raccolta delle acque. L’acqua delle sorgenti veniva convogliata verso una cisterna che fungeva da vasca di decantazione (limaria) prima di essere distribuita nei vari ambienti del complesso.

Il ritrovamento è particolarmente sorprendente perché conferma la posizione della Fonte Varrone, citata in testi del XVIII secolo. Inoltre, rivela una rete di cuniculi in uso già prima della romanizzazione della Sabina, segno di un’antica e avanzata gestione delle risorse idriche.

Un nuovo traguardo per l’archeologia italiana

L’importanza di questa infrastruttura idraulica va ben oltre il semplice approvvigionamento di acqua. Come spiega Nadia Fagiani, rappresentante della Soprintendenza, l’impiego della tecnologia LiDAR permetterà di creare una mappa tridimensionale completa del sistema.

Questo strumento digitale collegherà le strutture sotterranee con i muri in superficie, offrendo una visione integrale della Villa dei Casoni, una costruzione di epoca repubblicana nota per le sue terrazze, i ninfei e i criptopòrtici. La particolare struttura del sistema, così antica, suggerisce che il controllo dell’acqua fosse già una priorità per gli abitanti precedenti alla conquista romana.

Cristiano Ranieri, responsabile del gruppo speleologico, sottolinea infatti che «si tratta di un sistema che dovette essere in uso anche prima della romanizzazione della Sabina».

Come proseguiranno le ricerche alla Villa dei Casoni?

Il futuro dello scavo si concentra sulla digitalizzazione e sulla conservazione dei tunnel romani per impedirne il deterioramento. Gli archeologi vogliono capire fino a che punto questa rete di canali abbia influenzato il progetto architettonico della zona nobile della residenza, dove si trovano il tablino e i dormitori.

Sotto la direzione di Sabine Huebner, a capo del Dipartimento di Studi Classici dell’Università di Basilea, il team internazionale prosegue con campagne di indagine non invasive nel sito. Secondo quanto riportato dal periodico specializzato Finestre sull’Arte, queste ricerche servono a contestualizzare l’acquedotto all’interno dell’evoluzione storica della Villa dei Casoni.

La studiosa che coordina il progetto ha definito la scoperta una «opportunità unica per comprendere l’approvvigionamento idrico di una delle ville più importanti della Sabina».

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Andrea Romano

Andrea Romano

Sono Andrea Romano, appassionato di storia, scienza e tecnologia. Da anni mi dedico alla divulgazione culturale perché amo raccontare fatti, scoperte e curiosità in modo chiaro, neutrale e sempre basato su fonti affidabili. Credo che comprendere il passato e la scienza ci aiuti a interpretare meglio il presente.